{"id":171,"date":"2026-06-03T12:57:01","date_gmt":"2026-06-03T10:57:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/?p=171"},"modified":"2026-06-03T12:57:02","modified_gmt":"2026-06-03T10:57:02","slug":"il-comitato-dei-ministri-al-consiglio-deuropa-adotta-una-dichiarazione-su-cedu-e-migrazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/?p=171","title":{"rendered":"Il Comitato dei Ministri al Consiglio d\u2019Europa adotta una dichiarazione su CEDU e migrazione"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"964\" height=\"642\" src=\"https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/image.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-172\" srcset=\"https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/image.png 964w, https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/image-300x200.png 300w, https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/image-768x511.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 964px) 100vw, 964px\" \/><\/figure>\n\n\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Il 15 maggio 2026, in occasione della riunione del Comitato dei Ministri del Consiglio d\u2019Europa svoltasi a Chi\u0219in\u0103u (Moldavia), \u00e8 stata adottata una <a href=\"https:\/\/search.coe.int\/cm#{%22CoEIdentifier%22:[%2209125948802bc2cc%22],%22sort%22:[%22CoEValidationDate%20Descending%22]}\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">dichiarazione<\/a> sul funzionamento della Convenzione europea dei diritti dell\u2019uomo (CEDU) \u2013 nonch\u00e9 del complessivo quadro di tutele fornite nel sistema da essa istituito \u2013 in relazione alla questione migratoria.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">La dichiarazione rappresenta l\u2019esito di negoziati che avevano preso le mosse da una <a href=\"https:\/\/www.governo.it\/sites\/governo.it\/files\/Lettera_aperta_22052025.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">lettera aperta<\/a> firmata il 22 maggio 2025 da una coalizione di nove Stati guidati da Italia e Danimarca (Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia), relativa alla\u00a0necessit\u00e0 di rivedere l&#8217;approccio interpretativo della Corte di Strasburgo alla CEDU, al fine di adattare\u00a0quest\u2019ultima alle sfide migratorie poste dalla contemporaneit\u00e0, soprattutto per quel che concerne\u00a0l\u2019immigrazione irregolare e i casi di espulsione di criminali stranieri.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">La lettera delineava la tensione tra sovranit\u00e0 statale e universalit\u00e0 dei diritti umani, affermando come l\u2019immigrazione irregolare costituisca una nuova sfida per le democrazie europee e\u00a0raffigurando la Corte financo come un ostacolo nella risoluzione delle relative problematiche, avendo spinto\u00a0l\u2019interpretazione della CEDU \u00abtroppo oltre\u00bb\u00a0(cos\u00ec si legge nella lettera) rispetto alle intenzioni originarie. Si chiedeva, pertanto, maggiore discrezionalit\u00e0 nell\u2019espellere criminali stranieri (anche successivamente all\u2019espiazione della pena), nuove misure per contrastare la\u00a0strumentalizzazione dei migranti alle frontiere, nonch\u00e9 il ripristino del giusto bilanciamento tra\u00a0interessi nazionali e tutela dei diritti individuali.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Una tale modalit\u00e0 di dibattito, tuttavia, rischiava di pregiudicare l\u2019autorit\u00e0 stessa della Corte di Strasburgo nell\u2019interpretare la\u00a0CEDU (autorit\u00e0 che gli stessi Stati firmatari le hanno conferito con l&#8217;art. 32 CEDU) e di minarne\u00a0l&#8217;indipendenza, mentre l\u2019indipendenza del giudice costituisce un elemento essenziale per la tenuta dello Stato di diritto in Europa.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Il 10 dicembre 2025, in occasione della Conferenza dei Ministri della Giustizia del Consiglio d&#8217;Europa, 27 Stati\u00a0membri approvavano una dichiarazione congiunta sulla CEDU che riprendeva le posizioni espresse nella lettera, ragion per cui si \u00e8 deciso di\u00a0proseguire la discussione nella sede istituzionale del Consiglio d\u2019Europa, che ha condotto\u00a0all&#8217;adozione della dichiarazione del 15\u00a0maggio 2026.\u00a0<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">La dichiarazione si apre riaffermando il diritto sovrano degli Stati di controllare gli ingressi e il\u00a0soggiorno nel proprio territorio degli stranieri, precisando, tuttavia, che tale diritto deve essere\u00a0esercitato in conformit\u00e0 con gli obblighi convenzionali. \u00c8 fondamentale garantire la possibilit\u00e0 di\u00a0espellere un individuo che abbia commesso reati gravi, affinch\u00e9 gli Stati possano garantire la\u00a0sicurezza nazionale e la pubblica incolumit\u00e0, purch\u00e9 ci\u00f2 avvenga nel rispetto degli artt. 3 e 8 CEDU<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Si prosegue, poi, richiamando il principio di sussidiariet\u00e0, alla stregua del quale le autorit\u00e0 nazionali generalmente si trovano in\u00a0una posizione migliore rispetto ad un tribunale internazionale per valutare le esigenze locali; pertanto, spetta in primo luogo a tali autorit\u00e0 valutare se sussistono preminenti interessi di carattere generale\u00a0perch\u00e9 si proceda all&#8217;espulsione di un cittadino straniero. Ove tale bilanciamento sia stato effettuato\u00a0in conformit\u00e0 con i criteri stabiliti dalla giurisprudenza di Strasburgo, la Corte deve fornire una valida\u00a0e solida motivazione per sostituire la propria decisione a quella dei tribunali interni.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Viene ribadita, infine, la necessit\u00e0 di una cooperazione internazionale per prevenire l\u2019immigrazione\u00a0irregolare, promuovere i rimpatri e contrastare il traffico di esseri umani, anche in relazione\u00a0all\u2019urgenza di far fronte alle pratiche di strumentalizzazione dei flussi migratori da parte di Stati o\u00a0altri attori ostili. A tal fine, gli Stati \u2013 soprattutto quelli esposti ad arrivi in massa \u2013 devono poter\u00a0perseguire nuovi approcci, tra cui l\u2019esame delle domande di protezione internazionale in Stati terzi, i\u00a0centri\u00a0di\u00a0rimpatrio nei Paesi terzi e la cooperazione con i Paesi di\u00a0transito.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">\u00c8 lecito domandarsi se in tal guisa non si corra il rischio di disancorare le procedure relative alle persone migranti dal territorio degli Stati membri, neutralizzando, cos\u00ec, l&#8217;applicazione delle garanzie convenzionali. Detto altrimenti, dislocare i centri di rimpatrio e l\u2019esame delle domande di asilo e di protezione internazionale in Paesi terzi implicher\u00e0 che tali attivit\u00e0 non possano ritenersi svolte sotto la \u201cgiurisdizione\u201d degli Stati parte della CEDU, con ci\u00f2 venendo meno uno dei presupposti che consente ai giudici di Strasburgo di pronunciarsi in merito alle violazioni dei diritti umani perpetrate ai danni di tali soggetti? \u00a0<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 15 maggio 2026, in occasione della riunione del Comitato dei Ministri del Consiglio d\u2019Europa svoltasi a Chi\u0219in\u0103u (Moldavia), \u00e8 stata adottata una dichiarazione sul funzionamento della Convenzione europea dei diritti dell\u2019uomo (CEDU) \u2013 nonch\u00e9 del complessivo quadro di tutele fornite nel sistema da essa istituito \u2013 in relazione alla questione migratoria. 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