{"id":321,"date":"2026-06-16T18:06:30","date_gmt":"2026-06-16T16:06:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/?p=321"},"modified":"2026-06-16T18:06:31","modified_gmt":"2026-06-16T16:06:31","slug":"le-sezioni-unite-sul-diritto-del-cittadino-straniero-al-risarcimento-danni-per-illegittima-privazione-della-liberta-personale-in-c-p-r-una-sentenza-convenzionalmente-orientata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/?p=321","title":{"rendered":"Le Sezioni Unite sul diritto del cittadino straniero al risarcimento danni per illegittima privazione della libert\u00e0 personale in C.P.R.: una sentenza \u00abconvenzionalmente\u00bb orientata"},"content":{"rendered":"\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1632\" height=\"668\" class=\"gb-media-1467fdeb\" alt=\"\" title=\"Immagine 2026-06-16 175116\" src=\"https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Immagine-2026-06-16-175116-1.png\" srcset=\"https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Immagine-2026-06-16-175116-1.png 1632w, https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Immagine-2026-06-16-175116-1-300x123.png 300w, https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Immagine-2026-06-16-175116-1-1024x419.png 1024w, https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Immagine-2026-06-16-175116-1-768x314.png 768w, https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Immagine-2026-06-16-175116-1-1536x629.png 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1632px) 100vw, 1632px\" \/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con sentenza 9 giugno 2026, n. 18658, le Sezioni Unite della Corte di cassazione sono intervenute sul tema della risarcibilit\u00e0 del danno non patrimoniale subito dallo straniero illegittimamente trattenuto in un Centro di permanenza per i rimpatri (ex C.I.E.). Ruolo centrale assumono il diritto e la giurisprudenza CEDU: come si legge nelle argomentazioni delle Sezioni Unite, la tutela risarcitoria si ricava dall\u2019art. 5 della Convenzione, che delinea un sistema integrato di garanzie ed una tutela \u00abforte\u00bb di un diritto inviolabile della persona, quale la libert\u00e0 personale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La vicenda da cui trae origine la pronuncia si basava sulla domanda di risarcimento proposta da un cittadino straniero trattenuto illegittimamente, per 168 giorni complessivi, in vista dell\u2019esecuzione di un provvedimento di espulsione. In particolare, due provvedimenti di proroga del trattenimento erano stati adottati senza fissazione dell\u2019udienza e senza contraddittorio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le Amministrazioni ricorrenti avevano sostenuto, tra l\u2019altro, che il danno fosse riconducibile all\u2019esercizio della funzione giudiziaria e che, pertanto, dovesse trovare applicazione la disciplina della responsabilit\u00e0 civile dei magistrati; avevano inoltre eccepito il mancato previo esperimento del ricorso per Cassazione contro i provvedimenti di proroga.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Tribunale di Roma aveva accolto la domanda risarcitoria e la Corte d\u2019appello aveva confermato la decisione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le Sezioni Unite hanno, in primo luogo, ricordato come il trattenimento dello straniero in C.P.R. (gi\u00e0 C.I.E.) \u2013 per quanto costituisca \u00abmisura strumentale, funzionalmente preordinata a rendere possibile l\u2019attuazione del provvedimento espulsivo nei tempi e nei modi previsti dalla legge\u00bb e, dunque, non abbia finalit\u00e0 sanzionatoria \u2013 \u00abpresenti le caratteristiche tipologiche proprie di una misura restrittiva della libert\u00e0 personale e che, come tale, sia soggetto, ai sensi dell\u2019art. 13 Cost., alla riserva di legge rinforzata, la quale esige non solo una base legale certa della restrizione, ma anche la previsione di un presidio di legalit\u00e0 esterno, rappresentato dal controllo dell\u2019autorit\u00e0 giudiziaria\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tanto premesso, le Sezioni Unite hanno richiamato l\u2019art. 5 CEDU e, in particolare, il paragrafo 5, che riconosce a ogni persona vittima di una detenzione contraria alla Convenzione il diritto a una riparazione. Nel farlo, hanno valorizzato la giurisprudenza di Strasburgo secondo cui tale rimedio deve essere garantito con un grado sufficiente di certezza ed effettivit\u00e0 (riferendosi alle pronunce <a href=\"https:\/\/hudoc.echr.coe.int\/eng#{%22itemid%22:[%22001-57460%22]}\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Ciulla c. Italia<\/a>, <a href=\"https:\/\/hudoc.echr.coe.int\/eng#{%22itemid%22:[%22001-58117%22]}\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Sak\u0131k e altri c. Turchia<\/a>, <a href=\"https:\/\/hudoc.echr.coe.int\/eng#{%22itemid%22:[%22001-79109%22]}\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Chitayev e Chitayev c. Russia<\/a> e <a href=\"https:\/\/hudoc.echr.coe.int\/eng#{%22itemid%22:[%22001-95081%22]}\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Dubovik c. Ucraina<\/a><strong>)<\/strong>. Sulla scorta dei precedenti interventi della Corte EDU (v., in particolare, <a href=\"https:\/\/hudoc.echr.coe.int\/eng#{%22languageisocode%22:[%22FRE%22],%22appno%22:[%223342\/11%22,%223391\/11%22,%223408\/11%22,%223447\/11%22],%22documentcollectionid2%22:[%22CHAMBER%22],%22itemid%22:[%22001-166955%22]}\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Richmond Yaw e altri c. Italia<\/a>, <a href=\"https:\/\/hudoc.echr.coe.int\/#{%22itemid%22:[%22001-70039%22]}\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Zeciri c. Italia<\/a> e <a href=\"https:\/\/hudoc.echr.coe.int\/eng#{%22itemid%22:[%22001-218100%22]}\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Cramesteter c. Italia<\/a>) si \u00e8 escluso che la legge n. 117\/1988 sulla responsabilit\u00e0 civile dei magistrati costituisca rimedio sufficientemente accessibile in concreto, a cagione dell\u2019onere della prova che grava sul danneggiato, della necessit\u00e0 di provare il dolo o la colpa grave del giudice e della sussistenza della \u00abclausola di salvaguardia\u00bb, per cui \u00abdall\u2019area dell&#8217;illecito \u00e8 esclusa la lesione derivante dall\u2019attivit\u00e0 di interpretazione delle norme di diritto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Peraltro, continuano le Sezioni Unite, l\u2019intervento del giudice in sede di convalida (o proroga) del trattenimento non toglie che questa misura abbia \u00abnatura fondamentalmente e ontologicamente amministrativa\u00bb. Se \u00e8 vero che il difetto di contraddittorio in sede di convalida (o proroga) \u00absi riverbera sull\u2019intera sequenza procedimentale, privando di validit\u00e0 il titolo del trattenimento e facendo venir meno la copertura di legalit\u00e0 richiesta dall\u2019art. 13 Cost. e dall\u2019art. 5 CEDU\u00bb (viene richiamata in proposito, ancora una volta, la sentenza &nbsp;<a href=\"https:\/\/hudoc.echr.coe.int\/eng#{%22languageisocode%22:[%22FRE%22],%22appno%22:[%223342\/11%22,%223391\/11%22,%223408\/11%22,%223447\/11%22],%22documentcollectionid2%22:[%22CHAMBER%22],%22itemid%22:[%22001-166955%22]}\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Richmond Yaw e altri c. Italia<\/a>); \u00e8 altrettanto vero che \u00ablo Stato \u00e8 chiamato a rispondere non per l\u2019attivit\u00e0 del giudice atomisticamente considerata, bens\u00ec per il vizio della procedura nel suo complesso, ancorch\u00e9 esso si manifesti nel segmento giudiziale\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quanto al rapporto tra rimedio caducatorio (nella specie: il ricorso per cassazione) e rimedio risarcitorio, le Sezioni Unite hanno letto congiuntamente i paragrafi 4 e 5 dell\u2019art. 5 CEDU. Il primo assicura il diritto a far verificare tempestivamente la legalit\u00e0 della detenzione e a ottenere la liberazione; il secondo garantisce, invece, la riparazione per la privazione illegittima gi\u00e0 subita. In tal senso, sono richiamate le sentenze <a href=\"https:\/\/hudoc.echr.coe.int\/eng#{%22itemid%22:[%22001-58893%22]}\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">W\u0142och c. Polonia<\/a>, <a href=\"https:\/\/hudoc.echr.coe.int\/eng#{%22itemid%22:[%22001-153924%22]}\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Delijorgji c. Albania<\/a>, <a href=\"https:\/\/hudoc.echr.coe.int\/eng-press#{%22itemid%22:[%22003-5332164-6646650%22]}\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Ulisei Grosu c. Romania<\/a>, <a href=\"https:\/\/hudoc.echr.coe.int\/eng#{%22itemid%22:[%22001-173622%22]}\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Mustafa Avci c. Turchia<\/a>, <a href=\"https:\/\/hudoc.echr.coe.int\/eng#{%22itemid%22:[%22001-155359%22]}\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Selahattin Demirta\u015f c. Turchia<\/a>, nonch\u00e9 le pi\u00f9 recenti <a href=\"https:\/\/hudoc.echr.coe.int\/fre#{%22itemid%22:[%22001-243130%22]}\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Mansouri c. Italia<\/a> e <a href=\"https:\/\/hudoc.echr.coe.int\/eng#{%22itemid%22:[%22001-249529%22]}\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">HD c. Italia<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da tale quadro \u2013 oltre che da consonanti indicazioni provenienti dalla giurisprudenza in tema di risarcimento danni per ingiusta detenzione (art. 314 c.p.p.) o per t.s.o. illegittimo nonch\u00e9, pi\u00f9 in generale, in tema di pregiudizialit\u00e0 amministrativa (art. 7, comma 4, c.p.a.) \u2013 discende che ricorso per cassazione (rimedio caducatorio) e azione risarcitoria sono rimedi distinti, autonomi e complementari, sicch\u00e9 il secondo non pu\u00f2 essere subordinato al previo esperimento del primo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le Sezioni Unite enunciano quindi il principio di dirito secondo cui \u00abil previo esercizio dell&#8217;azione impugnatoria volta alla caducazione del provvedimento giudiziale di proroga del trattenimento non costituisce condizione di ammissibilit\u00e0 dell\u2019azione risarcitoria proposta nei confronti dello Stato ai fini del ristoro del danno patito per la gi\u00e0 sofferta privazione della libert\u00e0\u00bb. Lo straniero illegittimamente trattenuto in forza di un invalido provvedimento di proroga pu\u00f2 proporre azione risarcitoria <em>ex<\/em> art. 2043 c.c. nei confronti della Pubblica Amministrazione, anche senza aver previamente impugnato in Cassazione il provvedimento lesivo. In tale giudizio risarcitorio, il sindacato sul provvedimento non impugnato potr\u00e0 svolgersi solo <em>incidenter tantum<\/em>, ai fini dell\u2019accertamento dell\u2019illecito e delle sue conseguenze dannose; la mancata impugnazione del provvedimento illegittimo potr\u00e0 rilevare ai fini della liquidazione dei danni, <em>ex<\/em> art. 1227 c.c.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con sentenza 9 giugno 2026, n. 18658, le Sezioni Unite della Corte di cassazione sono intervenute sul tema della risarcibilit\u00e0 del danno non patrimoniale subito dallo straniero illegittimamente trattenuto in un Centro di permanenza per i rimpatri (ex C.I.E.). 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