{"id":422,"date":"2026-07-21T19:25:42","date_gmt":"2026-07-21T17:25:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/?p=422"},"modified":"2026-07-21T19:33:38","modified_gmt":"2026-07-21T17:33:38","slug":"il-dissesto-del-comune-non-giustifica-la-mancata-esecuzione-del-giudicato-strasburgo-condanna-ancora-litalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/?p=422","title":{"rendered":"Il dissesto del Comune non giustifica la mancata esecuzione del giudicato: Strasburgo condanna ancora l&#8217;Italia"},"content":{"rendered":"\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1920\" height=\"1440\" class=\"gb-media-550fc116\" alt=\"\" title=\"Euro_coins_and_banknotes\" src=\"https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Euro_coins_and_banknotes.jpg\" srcset=\"https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Euro_coins_and_banknotes.jpg 1920w, https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Euro_coins_and_banknotes-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Euro_coins_and_banknotes-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Euro_coins_and_banknotes-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Euro_coins_and_banknotes-1536x1152.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px\" \/>\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Con sentenza del 16 luglio 2026 (<a href=\"https:\/\/hudoc.echr.coe.int\/tkp197\/view.asp#{%22itemid%22:[%22001-251197%22]}\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\"><em>Banca Sistema S.p.A. c. Italia<\/em>, ric. n. 37249\/24<\/a>), la Prima Sezione della Corte europea dei diritti dell\u2019uomo ha condannato l\u2019Italia per la prolungata mancata esecuzione di una serie di provvedimenti giurisdizionali resi nei confronti del Comune di Cosenza. La sentenza diverr\u00e0 definitiva alle condizioni stabilite dall&#8217;art. 44, par. 2, del Regolamento di procedura della Corte, se le parti non ne chiederanno o, comunque, non otterranno, il rinvio dinanzi alla Grande Camera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Banca Sistema \u00e8 un istituto di credito quotato su Euronext STAR Milan e specializzato nell&#8217;acquisto di crediti commerciali verso la pubblica amministrazione. Negli anni ha rilevato numerosi crediti di imprese e fornitori nei confronti del Comune di Cosenza; diversi giudici nazionali ne hanno accertato esistenza e ammontare con decreti ingiuntivi divenuti definitivi ed esecutivi tra il 2018 e il 2023. Il Comune ha corrisposto soltanto una parte delle somme. La sua crisi era del resto conclamata da tempo: al piano di riequilibrio finanziario pluriennale del 2013 era seguita la <a href=\"https:\/\/www.corteconti.it\/Download?id=bd0dd479-482c-4af8-8a21-43b5d9060c8f&amp;utm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">deliberazione n. 66\/2019 con cui la Corte dei conti<\/a> contestava un \u00abgrave e reiterato mancato rispetto degli obiettivi intermedi\u00bb del piano; il 11 novembre 2019, con <a href=\"https:\/\/www.comune.cosenza.it\/download\/154cc51788f14f699bd285702205596c\/Delib.%20n.%2051%20Dichiarazione%20dissesto.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">deliberazione consiliare n. 51<\/a>, il Comune ha dichiarato il dissesto finanziario ai sensi dell\u2019art. 246 del d.lgs. n. 267\/2000 (Testo Unico Enti Locali). Nel 2023 \u00e8 stato approvato <a href=\"https:\/\/www.buongiornocosenza.it\/images\/trasparenza\/2023\/Delibera_Consiglio_3_2023.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">un ulteriore piano di riequilibrio<\/a>, questa volta ventennale, con decorrenza 2022.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il dissesto \u00e8 scattato il meccanismo configurato dall\u2019art. 248, comma 2, TUEL: la massa passiva passa a un organo straordinario di liquidazione e i creditori non possono pi\u00f9 intraprendere n\u00e9 proseguire azioni esecutive individuali. Alla data dell\u2019esame del ricorso a Strasburgo, i titoli della ricorrente risultavano ineseguiti per periodi compresi tra pi\u00f9 di due e pi\u00f9 di sette anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il diritto a un tribunale garantito dall&#8217;art. 6, par. 1, CEDU non si esaurisce nella possibilit\u00e0 di ottenere una pronuncia favorevole: l&#8217;esecuzione della decisione definitiva \u00e8 parte integrante del \u00abprocesso\u00bb, perch\u00e9 il diritto riconosciuto dal giudice resterebbe teorico e illusorio se le autorit\u00e0 potessero lasciarlo privo di effetti per un tempo irragionevole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su questo terreno la Corte non innova: al par. 19 della sentenza qui segnalata richiama i precedenti <em><a href=\"https:\/\/hudoc.echr.coe.int\/eng#{%22itemid%22:[%22001-95435%22]}\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Antonetto c. Italia<\/a><\/em> (20 luglio 2000, ric. n. 15918\/89,), <em><a href=\"https:\/\/hudoc.echr.coe.int\/eng#{%22itemid%22:[%22001-150366%22]}\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">De Trana c. Italia<\/a><\/em> (16 ottobre 2007, ric. n. 64215\/01), <em><a href=\"https:\/\/hudoc.echr.coe.int\/eng#{%22itemid%22:[%22001-92912%22]}\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Nicola Silvestri c. Italia<\/a><\/em> (9 giugno 2009, ric. n. 16861\/02), <em><a href=\"https:\/\/www.giustizia.it\/giustizia\/it\/mg_1_20_1.wp?contentId=SDU665391&amp;facetNode_1=1_2%282011%29&amp;previsiousPage=mg_1_20\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Ventorino c. Italia<\/a><\/em> (17 maggio 2011, ric. n. 357\/07) e <em><a href=\"https:\/\/hudoc.echr.coe.int\/eng#{%22itemid%22:[%22001-126807%22]}\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">De Luca c. Italia<\/a><\/em> (24 settembre 2013, ric. n. 43870\/04), rilevando di aver gi\u00e0 accertato violazioni \u00ab<em>in respect of issues similar to those in the present case<\/em>\u00bb. Alla sentenza <em>De Luca c. Italia<\/em> la Corte rinvia anche per l\u2019illustrazione del quadro normativo interno sulla procedura di dissesto degli enti locali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In <em>De Luca<\/em>, relativa a un credito giudizialmente accertato nei confronti del Comune di Benevento, la Corte aveva chiarito due cose. La prima: le difficolt\u00e0 finanziarie di un ente locale non possono, da sole, giustificare l\u2019omessa esecuzione di un provvedimento giurisdizionale non pi\u00f9 impugnabile. La seconda: lo Stato non pu\u00f2 invocare la distinta personalit\u00e0 giuridica o l\u2019autonomia finanziaria del Comune per sottrarsi agli obblighi convenzionali, perch\u00e9 la ripartizione interna delle competenze tra autorit\u00e0 centrali e locali \u00e8 irrilevante per il diritto internazionale. La vicenda era stata esaminata anche sotto il profilo dell&#8217;art. 1 del Protocollo n. 1, essendo il credito definitivamente accertato un \u00abbene\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vale la pena affiancare alla sentenza <em>De Luca<\/em> la coeva <em><a href=\"https:\/\/hudoc.echr.coe.int\/eng#{%22itemid%22:[%22001-146298%22]}\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Pennino c. Italia<\/a><\/em> (24 settembre 2013, ric. n. <a href=\"https:\/\/hudoc.echr.coe.int\/eng#{%22appno%22:[%2243892\/04%22]}\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">43892\/04<\/a>), che pure riguardava il dissesto del Comune di Benevento e che la sentenza su Cosenza non menziona, ma che resta il riferimento sul punto specifico del divieto di azioni esecutive individuali: l\u2019inserimento del credito nella procedura di liquidazione non pu\u00f2 tradursi in una neutralizzazione sostanziale del giudicato (che riconosce il credito contro l\u2019ente locale), perch\u00e9 il risanamento dell\u2019ente e la parit\u00e0 di trattamento tra creditori sono finalit\u00e0 legittime, ma vanno perseguite con strumenti proporzionati. Il rilievo non \u00e8 solo dottrinale: come si vedr\u00e0, <em>Pennino <\/em>\u00e8 il <em>leading case<\/em> sotto il quale sono raggruppati i casi di questo tipo nell\u2019ambito del procedimento di supervisione dell\u2019esecuzione da parte del Comitato dei ministri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche la sentenza <em>Banca Sistema<\/em> su Cosenza non si ferma all\u2019art. 6, par. 1, CEDU: la Corte accerta la violazione pure dell\u2019art. 1 del Protocollo n. 1 (dispositivo, punto 3), qualificando come \u00abbene\u00bb il credito di Banca Sistema (certo, liquido ed esigibile in forza dei decreti ingiuntivi emessi dai Tribunali di Cosenza e Catanzaro) e ravvisando nel ritardo nella sua esecuzione un&#8217;ingerenza sproporzionata nel godimento dei beni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il passaggio decisivo sta nei paragrafi 25-26, dove la Corte trae le conseguenze concrete della violazione accertata in punto di &#8220;Equa soddisfazione&#8221; e, forse, pronuncia statuizioni innovative rispetto alla giurisprudenza precedente, il che spiegherebbe l\u2019attribuzione alla Camera di questa causa (sotto vari profili, invece, seriale: in tal senso vedasi anche la motivazione con cui la Corte liquida soli 500 euro a titolo di spese: \u00a7\u00a7 30-31).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul danno patrimoniale (\u00a7 25) la Corte non liquida nulla, a fronte di una richiesta di 7.906.247,50 euro comprensiva di danno emergente, interessi maturati e lucro cessante ma valorizza il permanere in capo allo Stato dell\u2019obbligo di dare esecuzione alle decisioni interne: se il Comune resta inadempiente, la societ\u00e0 ricorrente conserva il diritto di recuperare il credito direttamente presso lo Stato, il cui adempimento estinguerebbe per intero la pretesa risarcitoria patrimoniale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul danno non patrimoniale (\u00a7 26), invece, la Corte esclude ogni indennizzo, reputando sufficiente il solo accertamento della violazione: e ci\u00f2 perch\u00e9 la societ\u00e0 ricorrente, acquistando quei crediti nell\u2019esercizio della propria attivit\u00e0 d\u2019impresa e nella consapevolezza delle difficolt\u00e0 esecutive, aveva assunto un rischio commerciale informato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel dispositivo la Corte statuisce che lo Stato \u00abdeve assicurare, con mezzi appropriati, ed entro tre mesi dalla data in cui la sentenza diverr\u00e0 definitive, [\u2026] l\u2019esecuzione dei provvedimenti nazionali\u00bb in questione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quale possa essere la portata pratica di quell&#8217;obbligo lo ha dimostrato un caso gemello. Il 16 gennaio 2025 la Corte, pronunciandosi nella formazione di Comitato, aveva accolto <a href=\"https:\/\/hudoc.echr.coe.int\/eng#{%22itemid%22:[%22001-238846%22]}\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">un altro ricorso<\/a> presentato da Banca Sistema, relativo a un credito di oltre 100 milioni di euro nei confronti del Comune di Catania, in dissesto dal 2018, e aveva imposto anche in quel caso l\u2019esecuzione entro tre mesi. Alla scadenza, nulla. A settembre, di fronte all\u2019inerzia dello Stato, il Tribunale di Roma \u00e8 arrivato a emettere un <a href=\"https:\/\/www.dirittobancario.it\/art\/sulla-responsabilita-dello-stato-per-i-debiti-degli-enti-locali\/?\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo<\/a> nei confronti della Presidenza del Consiglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec \u00e8 stato adottato un decreto-legge. Il d.l. 29 ottobre 2025, n. 156 ha attribuito al Ministero dell\u2019Interno la facolt\u00e0 di erogare un contributo fino a 40 milioni di euro in favore dei \u00abcomuni capoluogo di citt\u00e0 metropolitana\u00bb destinatari di sentenze di condanna della Corte EDU per inadempimento di obbligazioni di pagamento. Sbloccate le risorse, <a href=\"https:\/\/www.bancasistema.it\/pdf\/pressps\/it\/20251114_1606_Comunicato_Stampa.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">il 19 novembre 2025 Catania ha versato 103 milioni: circa 61,7 di capitale e 40,6 di interessi di mora.<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sentenza qui segnalata, che origina dai debiti del Comune di Cosenza in dissesto, incontra un ostacolo. Cosenza non \u00e8 capoluogo di citt\u00e0 metropolitana: resta fuori dal perimetro del d.l. 156\/2025. E non \u00e8 un\u2019eccezione: secondo i dati del Tesoro, <a href=\"https:\/\/www.rgs.mef.gov.it\/_Documenti\/VERSIONE-I\/e-GOVERNME1\/Pareggio-bilancio-e-Patto-stabilita\/2025\/citt_metropolitane__province_e_comuni\/DM20250304\/DM-4.03.2025_All-A-Nota-metodologica-COMUNI.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">i comuni in dissesto sono 105<\/a> (al 1\/012025), e solo una minoranza rientra in quella categoria. Il Governo ha previsto nella manovra per il 2026 un <a href=\"https:\/\/www.bancaditalia.it\/pubblicazioni\/interventi-vari\/int-var-2025\/Balassone_audizione_06112025.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">accantonamento una tantum di 2,2 miliardi di euro<\/a>, denominato \u00abFondo sentenze\u00bb, destinato a fronteggiare gli effetti finanziari derivanti dalle decisioni dei plessi giurisdizionali nazionali ed europei. L\u2019obbligo di risultato imposto da Strasburgo atterra, dunque, su una macchina amministrativa che, per questo Comune, non dispone ancora di un canale <em>ad hoc<\/em> per adempiere. Questa sembra essere la sorte della maggioranza dei creditori degli enti in dissesto\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pronuncia qui segnalata va, infatti, letta nel contesto dell&#8217;esecuzione delle sentenze <a href=\"https:\/\/hudoc.exec.coe.int\/#{%22fulltext%22:[%2243892\/04%22],%22sort%22:[%22execdocumenttypesorting%20ascending,execdocumentreferencesorting%20descending%22],%22execdocumenttypecollection%22:[%22CEC%22],%22execstate%22:[%22ITA%22],%22exectype%22:[%22L%22],%22execidentifier%22:[%22004-28228%22]}\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\"><em>Pennino<\/em><\/a> e <a href=\"https:\/\/hudoc.exec.coe.int\/eng#{%22sort%22:[%22execdocumenttypesorting%20ascending,execdocumentreferencesorting%20descending%22],%22execidentifier%22:[%22004-59101%22]}\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\"><em>Croce e altri<\/em><\/a>, che il Comitato dei ministri esamina congiuntamente: due gruppi relativi alla mancata o ritardata esecuzione di decisioni definitive e all&#8217;impossibilit\u00e0, per i creditori, di procedere esecutivamente nei confronti di enti pubblici o locali ovvero di consorzi delegati dell\u2019esercizio di funzioni pubbliche. Il Comitato dei Ministri sta seguendo questi casi, ai quali vengono ricondotti anche precedenti pronunce rese da Comitati della Corte sempre su ricorso di Banca Sistema \u2013 oltre alla gi\u00e0 cit. sentenza del <a href=\"https:\/\/hudoc.echr.coe.int\/eng#{%22itemid%22:[%22001-238846%22]}\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">16 gennaio<\/a>, vedasi le sentenze <a href=\"https:\/\/hudoc.echr.coe.int\/eng#{%22itemid%22:[%22001-242077%22]}\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">6 marzo<\/a> (ric. n. 41796\/23 e altri 3) e <a href=\"https:\/\/hudoc.echr.coe.int\/eng#{%22itemid%22:[%22001-243264%22]}\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">28 maggio 2025<\/a> (ric. n. 184\/24) \u2013 secondo la procedura di sorveglianza rafforzata. Ci\u00f2 conferma che siamo davanti ad un problema strutturale ed ancora irrisolto, che intanto ben giustifica l\u2019adozione della procedura di sentenza-pilota da parte della Corte (come di recente verificatosi per effetto della comunicazione dei <a href=\"https:\/\/hudoc.echr.coe.int\/?i=001-250462\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">casi <em>De Luca c. Italia <\/em>e altri 5<\/a>, resa nota il 26 maggio 2026).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle more, a oltre un decennio da <em>Pennino<\/em> e <em>De Luca<\/em>, il rischio \u00e8 che per i creditori degli enti locali italiani in dissesto la via di Strasburgo venga percepita come il rimedio pi\u00f9 sicuro, quanto meno laddove possano poi beneficiare di interventi <em>ad hoc<\/em> sul versante della finanza pubblica, mentre per lo Stato ci\u00f2 pu\u00f2 diventare estremamente oneroso: per quanto concerne il Comune di Catania e l\u2019esecuzione delle sentenze relative, gli interessi di mora hanno inciso per il quaranta per cento dell\u2019esborso.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con sentenza del 16 luglio 2026 (Banca Sistema S.p.A. c. Italia, ric. n. 37249\/24), la Prima Sezione della Corte europea dei diritti dell\u2019uomo ha condannato l\u2019Italia per la prolungata mancata esecuzione di una serie di provvedimenti giurisdizionali resi nei confronti del Comune di Cosenza. La sentenza diverr\u00e0 definitiva alle condizioni stabilite dall&#8217;art. 44, par. 2, &#8230; <a title=\"Il dissesto del Comune non giustifica la mancata esecuzione del giudicato: Strasburgo condanna ancora l&#8217;Italia\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/?p=422\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il dissesto del Comune non giustifica la mancata esecuzione del giudicato: Strasburgo condanna ancora l&#8217;Italia\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[],"class_list":["post-422","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-novita"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/422","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=422"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/422\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":429,"href":"https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/422\/revisions\/429"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=422"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=422"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=422"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}