{"id":436,"date":"2026-07-27T12:07:58","date_gmt":"2026-07-27T10:07:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/?p=436"},"modified":"2026-07-27T12:08:40","modified_gmt":"2026-07-27T10:08:40","slug":"il-caso-fakir-e-lintervento-delle-autorita-di-pubblica-sicurezza-e-sanitarie-alla-luce-dellart-2-cedu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/?p=436","title":{"rendered":"Il \u201ccaso Fakir\u201d e l\u2019intervento delle autorit\u00e0 di pubblica sicurezza (e sanitarie) alla luce dell\u2019art. 2 CEDU"},"content":{"rendered":"\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1264\" height=\"714\" class=\"gb-media-2a44d319\" alt=\"\" title=\"Immagine1\" src=\"https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Immagine1-2.jpg\" srcset=\"https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Immagine1-2.jpg 1264w, https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Immagine1-2-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Immagine1-2-1024x578.jpg 1024w, https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Immagine1-2-768x434.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1264px) 100vw, 1264px\" \/>\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">A poco pi\u00f9 di sei mesi dalla sentenza <a href=\"https:\/\/hudoc.echr.coe.int\/eng?i=001-247836\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\"><em>Magherini e altri c. Italia<\/em><\/a> e a soli tre giorni dalla pronuncia <a href=\"https:\/\/hudoc.echr.coe.int\/eng?i=001-59194\\h\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\"><em>S.T. c. Repubblica Ceca<\/em><\/a>, la morte di Abderrahim Fakir durante un intervento di polizia riporta al centro del dibattito pubblico gli obblighi di protezione della vita sanciti dall\u2019art. 2 CEDU.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I fatti sembrano, ormai noti, quantomeno nel loro nucleo essenziale. Il 19 luglio 2026, a Bologna, viene richiesto un intervento di polizia per un uomo in stato di forte agitazione. Si tratta di un cittadino marocchino regolarmente residente in Italia sin dall\u2019infanzia, titolare di un\u2019impresa di facchinaggio. L\u2019intervento si conclude con il tragico epilogo documentato nel video diffuso successivamente dai familiari di Fakir, nel quale egli appare immobilizzato a terra, per alcuni minuti, da due agenti delle forze dell\u2019ordine che procedono ad ammanettarlo mentre chiede ripetutamente aiuto, prima di perdere la vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il caso si inserisce in un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato. Sul piano degli obblighi negativi, infatti, sin da <a href=\"https:\/\/hudoc.echr.coe.int\/fre?i=001-57943\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\"><em>McCann e altri c. Regno Unito<\/em><\/a> la Corte di Strasburgo richiede che la forza impiegata dalle autorit\u00e0 di polizia, da un lato, persegua uno dei fini legittimi previsti dall\u2019art. 2 CEDU e, dall\u2019altro, sia \u00abassolutamente necessaria\u00bb e proporzionata a tale fine (cfr. <a href=\"https:\/\/hudoc.echr.coe.int\/eng?i=001-184298\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\"><em>Semache c. Francia<\/em><\/a>), estendendo il proprio controllo anche alla pianificazione e all\u2019organizzazione dell\u2019intervento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa linea giurisprudenziale \u00e8 culminata, per l\u2019Italia, nella sentenza <a href=\"https:\/\/hudoc.echr.coe.int\/eng?i=001-247836\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\"><em>Magherini e altri c. Italia<\/em><\/a> del gennaio 2026 (vd. <a href=\"https:\/\/www.ofcedu.unina.it\/?p=183\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Rapporto dell\u2019Osservatorio<\/a>), con la quale la Corte ha ribadito che ai limiti posti all\u2019uso della forza si affiancano specifici obblighi positivi di protezione della vita. Come confermato anche in <a href=\"https:\/\/hudoc.echr.coe.int\/eng?i=001-67820\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\"><em>Makaratzis c. Grecia<\/em><\/a> e <a href=\"https:\/\/hudoc.echr.coe.int\/eng?i=001-177081\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\"><em>Tekin e Arslan c. Belgio<\/em><\/a>, infatti, lo Stato \u00e8 tenuto sia a predisporre un quadro giuridico e amministrativo adeguato, capace di disciplinare efficacemente l\u2019impiego delle tecniche coercitive, sia ad assicurare una formazione degli agenti commisurata ai rischi che esse comportano. Proprio sotto questi profili, l\u2019Italia \u00e8 stata ritenuta responsabile per l\u2019insufficienza delle linee guida allora vigenti e per la mancata dimostrazione di un\u2019adeguata preparazione degli operatori nell\u2019uso della tecnica del fermo in posizione prona, nonostante i pericoli connessi a tale pratica fossero gi\u00e0 ampiamente noti, come ricordato anche in <a href=\"https:\/\/hudoc.echr.coe.int\/?i=001-243258\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\"><em>Kalkan c. Danimarca<\/em><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da allora, tuttavia, il quadro regolamentare \u00e8 mutato. Le <a href=\"https:\/\/mpnazionale.it\/op1\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Linee-guida-per-la-gestione-delle-persone-non-collaborative.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\"><em>Linee guida per la gestione delle persone non collaborative<\/em><\/a>, diffuse dal Ministero dell\u2019interno nel maggio 2026, prescrivono di interrompere ogni forma di pressione in presenza di segnali di malessere, di porre la persona su un fianco, di monitorarne la respirazione ed evitare il protrarsi del fermo in posizione prona o della compressione toracica. L\u2019inchiesta, quindi, dovr\u00e0 accertare non solo se tali indicazioni siano state rispettate nel caso di specie, ma anche se siano state effettivamente recepite nella formazione degli agenti e nella prassi operativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, Fakir versava in una condizione di particolare vulnerabilit\u00e0 mentale. <a href=\"https:\/\/bologna.repubblica.it\/cronaca\/2026\/07\/21\/video\/fakir_lavvocato_anselmo_ascoltate_video_forse_non_era_morto_quando_gli_agenti_si_alzano-425484613\/?ref=vd-auto&amp;cnt=1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Alcuni filmati<\/a> relativi ai momenti precedenti la sua morte, infatti, lo mostrano in un grave stato di alterazione e sofferenza psichica e organi di stampa riportano che egli avrebbe avuto recenti contatti con un centro di salute mentale, senza poi proseguire il percorso terapeutico. Tutti questi elementi impongono di estendere, nel caso di specie, lo scrutinio fino a includervi anche l\u2019adeguatezza della risposta sanitaria. In presenza di una crisi psichiatrica o di grave agitazione psicomotoria, infatti, la protezione della vita non pu\u00f2 dipendere esclusivamente dalla capacit\u00e0 delle forze dell\u2019ordine di eseguire correttamente l\u2019operazione di contenzione. Piuttosto, diventano rilevanti fattori come la qualificazione della chiamata con cui \u00e8 stata segnalata la presenza di un uomo in forte stato di agitazione, la scelta del mezzo di soccorso, l\u2019eventuale disponibilit\u00e0 di informazioni pregresse, il ricorso a tecniche di <em>de-escalation<\/em>, la presenza di personale medico e il coordinamento tra il centro di salute mentale e la centrale che gestisce le chiamate di emergenza nonch\u00e9 tra il soccorso sanitario e gli agenti di polizia. L\u2019art. 2 CEDU, infatti, guarda alla capacit\u00e0 dell\u2019insieme delle autorit\u00e0 pubbliche coinvolte di riconoscere una condizione di vulnerabilit\u00e0, evitando \u2013 questo pare il punto effettivamente dirimente, come e forse ancor di pi\u00f9 rispetto al <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Omicidio_di_Federico_Aldrovandi\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">\u201ccaso Aldrovandi\u201d<\/a> \u2013 che un\u2019emergenza sanitaria venga gestita esclusivamente come un mero problema di ordine pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questa dimensione sostanziale corrisponde l\u2019obbligo di un\u2019indagine indipendente, tempestiva ed effettiva, sancito dall\u2019art. 2 CEDU (cfr. <a href=\"https:\/\/ks.echr.coe.int\/documents\/d\/echr-ks\/guide_art_2_eng\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Guida all\u2019art. 2 CEDU<\/a>, p. 36 ss.) e puntualmente riaffermato nel caso <em>Magherini<\/em>, il quale mostra come il rispetto della norma non si esaurisce nella formale apertura di un procedimento, ma richiede che la raccolta delle prove sia realmente indipendente, che tutte le possibili concause siano esaminate e che i familiari possano dare il loro contributo a tal fine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il caso Fakir, dunque, non riguarda soltanto la legittimit\u00e0 dell\u2019intervento iniziale, ma solleva interrogativi da chiarire circa ogni passaggio precedente e successivo al fermo: la lettura della crisi, la scelta degli operatori da inviare, la necessit\u00e0, l\u2019intensit\u00e0 e la durata della forza, la sorveglianza delle funzioni vitali, la tempestivit\u00e0 del soccorso e l\u2019indipendenza dell\u2019indagine. A pochi mesi da <em>Magherini<\/em>, il caso bolognese rimette nuovamente in discussione la capacit\u00e0 dello Stato italiano di assicurare una protezione effettiva della vita durante le operazioni di polizia.<\/p>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A poco pi\u00f9 di sei mesi dalla sentenza Magherini e altri c. Italia e a soli tre giorni dalla pronuncia S.T. c. Repubblica Ceca, la morte di Abderrahim Fakir durante un intervento di polizia riporta al centro del dibattito pubblico gli obblighi di protezione della vita sanciti dall\u2019art. 2 CEDU. 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