{"id":509,"date":"2026-10-19T17:03:29","date_gmt":"2026-10-19T15:03:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/?p=509"},"modified":"2026-10-19T17:04:31","modified_gmt":"2026-10-19T15:04:31","slug":"la-corte-edu-e-la-durata-dei-procedimenti-tributari-la-sentenza-grassucci-e-altri-c-italia-tra-materia-penale-convenzionale-ed-effettivita-del-rimedio-pinto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/?p=509","title":{"rendered":"La sentenza\u00a0Grassucci e altri c. Italia: durata irragionevole del processo tributario, &#8220;materia penale convenzionale&#8221; ed effettivit\u00e0 del rimedio Pinto"},"content":{"rendered":"\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1363\" height=\"856\" class=\"gb-media-2a8ad714\" alt=\"\" title=\"Grassucci\" src=\"https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Grassucci.jpg\" srcset=\"https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Grassucci.jpg 1363w, https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Grassucci-300x189.jpg 300w, https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Grassucci-767x482.jpg 767w, https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Grassucci-1024x643.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1363px) 100vw, 1363px\" \/>\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la <a href=\"https:\/\/hudoc.echr.coe.int\/eng#{%22itemid%22:[%22001-252651%22]}\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">sentenza\u00a0<em>Grassucci e altri c. Italia<\/em>\u00a0<\/a>(ricorsi nn. 12952\/13, 15540\/13, 36990\/19, 58395\/19 e 53262\/21) dell\u20198 ottobre 2026, la Prima Sezione della Corte europea dei diritti dell\u2019uomo \u00e8 tornata a pronunciarsi sul raccordo tra contenzioso tributario e garanzie convenzionali. La pronuncia affronta due nodi cruciali: l\u2019applicabilit\u00e0 dell\u2019art. 6 \u00a7 1 CEDU alle controversie relative a sanzioni fiscali di natura sostanzialmente punitiva e l&#8217;effettivit\u00e0 del rimedio indennitario previsto dalla c.d. <a href=\"https:\/\/www.normattiva.it\/uri-res\/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2001-03-24;89\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">\u00ablegge Pinto\u00bb (l. 24 marzo 2001, n. 89)<\/a> ai sensi dell\u2019art. 13 CEDU.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Corte ha accertato all\u2019unanimit\u00e0 la violazione dell\u2019art. 6 \u00a7 1 CEDU in tutti e cinque i ricorsi riuniti, con riferimento a procedimenti che hanno registrato durate comprese tra 8 anni e 9 mesi e oltre 24 anni, ritenute irragionevoli. Relativamente a due ricorsi (nn. 36990\/19 e 53262\/21), Strasburgo ha altres\u00ec riscontrato la violazione dell\u2019art. 13 CEDU, poich\u00e9 l\u2019interpretazione restrittiva della normativa interna aveva precluso ai contribuenti l&#8217;accesso al rimedio indennitario per l\u2019eccessiva durata del processo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cuore concettuale della decisione risiede nell\u2019applicazione dei ben noti\u00a0<em>criteri Engel<\/em>\u00a0(<a href=\"https:\/\/hudoc.echr.coe.int\/eng#{%22itemid%22:[%22001-57478%22]}\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\"><em>Engel e altri c. Paesi Bassi<\/em>, 8 giugno 1976<\/a>) per determinare l\u2019ambito di operativit\u00e0 della nozione autonoma di \u00abaccusa in materia penale\u00bb. Nel caso di specie, i ricorsi scaturivano da accertamenti tributari cui erano state applicate maggiorazioni d\u2019imposta e sanzioni amministrative pecuniarie con potenziale afflittivo rilevante (in taluni casi fino al 200% dell&#8217;imposta).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I giudici di Strasburgo hanno ribadito che la classificazione formale attribuita dal legislatore nazionale ha valore meramente indicativo. Per stabilire se una misura ricada nella sfera penale dell&#8217;art. 6 CEDU occorre guardare alternativamente (o congiuntamente, ove l&#8217;esame separato non sia risolutivo) alla natura dell\u2019illecito e al grado di severit\u00e0 della sanzione. La sentenza si pone, quindi, in diretta continuit\u00e0 con il fondamentale precedente della Grande Camera <a href=\"https:\/\/hudoc.echr.coe.int\/tur#{%22itemid%22:[%22001-78135%22]}\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\"><em>Jussila c. Finlandia<\/em>\u00a0(23 novembre 2006, n. 73053\/01)<\/a>, riaffermando che, sebbene le sanzioni fiscali non appartengano al &#8220;nucleo duro&#8221; del diritto penale tradizionale, la presenza di una componente punitiva impone l&#8217;estensione delle garanzie del giusto processo e del termine ragionevole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Richiamando il precedente\u00a0<a href=\"https:\/\/hudoc.echr.coe.int\/eng#{%22itemid%22:[%22001-60628%22]}\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\"><em>Janosevic c. Svezia<\/em>\u00a0(23 luglio 2002, n. 34619\/97)<\/a>, la Corte distingue tra la mera attivit\u00e0 istruttoria endoprocedimentale e gli atti con cui la contestazione diventa concreta. Il termine convenzionale inizia a decorrere non necessariamente con la costituzione in giudizio davanti alle Commissioni (ora Corti di giustizia) tributarie, bens\u00ec dalla\u00a0notificazione dell\u2019avviso di accertamento corredato dall&#8217;irrogazione delle sanzioni, momento in cui la posizione giuridica del contribuente viene incisa in modo sufficientemente serio e pregiudizievole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong>L&#8217;aspetto di maggior impatto sistemico della sentenza sembra riguardare, peraltro, la censura relativa all&#8217;applicazione della legge Pinto. Nei casi oggetto dei ricorsi nn. 36990\/19 e 53262\/21, i giudici italiani avevano rigettato le istanze di equa riparazione sul presupposto che la natura tributaria della lite escludesse l\u2019applicabilit\u00e0 dell\u2019art. 6 CEDU e, di riflesso, la tutela indennitaria statale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Corte EDU ha rigettato l&#8217;eccezione del Governo italiano sul mancato esaurimento dei ricorsi interni, evidenziando che l\u2019art. 13 CEDU richiede strumenti che siano non soltanto teoricamente previsti, ma<strong>\u00a0<\/strong>concretamente accessibili ed effettivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Richiamando i precedenti <em><a href=\"https:\/\/hudoc.echr.coe.int\/fre#{%22itemid%22:[%22001-58920%22]}\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\">Kud\u0142a c. Polonia\u00a0(26 ottobre 2000)<\/a><\/em>,\u00a0<a href=\"http:\/\/dirittiuomo.it\/sites\/default\/files\/ScordinoItalianoTradUltima.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\"><em>Scordino c. Italia (n. 1)<\/em>\u00a0(29 marzo 2006)<\/a> e\u00a0<a href=\"https:\/\/hudoc.echr.coe.int\/eng#{%22itemid%22:[%22001-166332%22]}\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\"><em>Olivieri e altri c. Italia<\/em>\u00a0(25 febbraio 2016<\/a>), la Corte ha ricordato che le prassi interpretative nazionali restrittive compromettono l&#8217;architettura della Convenzione. Il principio di sussidiariet\u00e0 \u2013 rafforzato dal Protocollo n. 15 \u2013 presuppone che l&#8217;ordinamento interno garantisca una via di ricorso idonea ad attribuire una riparazione adeguata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla violazione dell\u2019art. 13 CEDU si collega un ulteriore profilo, non meno rilevante sul piano sistemico. La Corte precisa che l\u2019accertata ineffettivit\u00e0 del rimedio non esonera per sempre i ricorrenti dall\u2019esperire la procedura Pinto: una volta divenuta definitiva la sentenza, ai futuri ricorrenti sar\u00e0 richiesto di attivare il rimedio indennitario per i procedimenti tributari interni conclusi successivamente, prima di adire Strasburgo. \u00c8 un corollario del principio di sussidiariet\u00e0, che si colloca nel solco delle indicazioni offerte in <a href=\"https:\/\/hudoc.echr.coe.int\/eng#{%22itemid%22:[%22001-229376%22]}\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\"><em>CGAS c. Svizzera [GC]<\/em><\/a> (27 novembre 2023): se \u00e8 vero che ai giudici nazionali \u00e8 richiesto di applicare direttamente la giurisprudenza convenzionale e interpretare il diritto interno in modo da prevenire violazioni analoghe, il ricorso a Strasburgo pu\u00f2 essere dichiarato irricevibile per mancato esaurimento delle vie di ricorso interne quando l\u2019interessato non ha offerto ai giudici interni l\u2019occasione di offrire, anche per il tramite di una interpretazione \u201cconvenzionalmente orientata\u201d, la tutela dei diritti convenzionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella specie, ci\u00f2 significa consentire ai giudici interni e, in ultima istanza, alla Corte di cassazione, la cui giurisprudenza restrittiva \u00e8 alla base della ritenuta ineffettivit\u00e0, di rivedere il proprio orientamento alla luce della pronuncia della Corte EDU qui segnalata.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con la sentenza\u00a0Grassucci e altri c. Italia\u00a0(ricorsi nn. 12952\/13, 15540\/13, 36990\/19, 58395\/19 e 53262\/21) dell\u20198 ottobre 2026, la Prima Sezione della Corte europea dei diritti dell\u2019uomo \u00e8 tornata a pronunciarsi sul raccordo tra contenzioso tributario e garanzie convenzionali. La pronuncia affronta due nodi cruciali: l\u2019applicabilit\u00e0 dell\u2019art. 6 \u00a7 1 CEDU alle controversie relative a sanzioni &#8230; <a title=\"La sentenza\u00a0Grassucci e altri c. Italia: durata irragionevole del processo tributario, &#8220;materia penale convenzionale&#8221; ed effettivit\u00e0 del rimedio Pinto\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.ofcedu.unina.it:443\/?p=509\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su La sentenza\u00a0Grassucci e altri c. 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